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Biografia

Valerio Onida nasce nel 1936, da padre sardo e madre siciliana, in una Milano che ha già vocazione metropolitana e cosmopolita, abituata ai flussi e alle culture di tutta l’Italia e del mondo. E in questa città ha sempre vissuto, ha studiato, ha lavorato. Ha frequentato il liceo Carducci e l’Università Statale, dove si è laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto costituzionale. Questa città la conosce come le sue tasche, l’ha girata senza interruzioni muovendosi a piedi e con i mezzi pubblici. Ancora adesso è abbonato all’ATM (tessera abbonamento senior per la rete urbana n. 190 316456439) e lo si incrocia su e giù per le scale della metropolitana. Una scelta chiara, decisa, senza clamori, per uno stile di vita che lo ha tenuto realmente e concretamente con i piedi per terra, letteralmente, a contatto con la città e i suoi concittadini con i quali condivide così spazi e momenti della giornata. E quando è nata l’iniziativa di bike sharing BikeMI è stato tra i primi entusiasti utenti (tessera Bikemi n. 2036020812).

Questo modo di stare in mezzo alla vita, in mezzo agli altri, lo ha spinto verso l’impegno sociale da sempre. All’Università questo impegno si struttura tra gli studenti cattolici della Fuci, di cui è stato presidente di circolo e incaricato di zona. Completato il servizio militare comincia a lavorare nell’Università, prima come assistente poi come professore di diritto costituzionale, e si avvia alla professione di avvocato, specializzato in questioni di diritto costituzionale e amministrativo. Si è sposato  a 26 anni. Ha cinque figli e altrettanti nipoti.

Già impegnato professionalmente, quando arriva il Sessantotto lo vive come un’epoca di grandi speranze, magari anche di confusione ma sempre con la fiducia in una Università e una società migliori. Negli anni Settanta l’istituzione delle Regioni è un’innovazione che lo coinvolge come esperto, e in questo ruolo lavora per diverse Regioni ma principalmente per la Regione Lombardia, nella commissione per lo statuto, presieduta da Carlo Ripa di Meana, e poi nel comitato legislativo della Giunta, cumulando una lunga esperienza al fianco dei presidenti Bassetti, Golfari, Guzzetti, Tabacci, Giovenzana, Ghilardotti, Arrigoni. Intanto mette mano al progetto di legge sull’ordinamento dei Comuni e delle Province con Umberto Pototschnig. In virtù della sua ormai profonda competenza in materia di Enti Locali, nei primi anni Novanta viene chiamato a lavorare allo statuto del Comune di Milano, la sua città.

Con il lungo corso di attività al servizio di Comuni, Province e Regioni, Valerio Onida si specializza in questioni di diritto costituzionale e amministrativo e assume la difesa della Regione Lombardia e altre Regioni in controversie con lo Stato davanti alla Corte costituzionale. La competenza in materia di diritto costituzionale lo porta anche a lavorare su conflitti come quelli nati fra il Consiglio superiore della Magistratura e il Ministero di giustizia, o fra la Procura di Milano e le Camere.

Nel 1996 il Parlamento ne consacra le competenze in materia costituzionale e quale professore di diritto ordinario lo elegge, in seduta comune e a maggioranza dei tre quinti dei componenti, alla Corte costituzionale. Degli anni del suo mandato si ricordano alcune decisioni adottate dalla Corte con spirito di totale indipendenza dal potere politico e assoluta autonomia rispetto agli opposti schieramenti (per esempio sull’abuso dei decreti legge o sulle prerogative parlamentari). Il 22 settembre 2004 viene eletto Presidente della Corte Costituzionale. Al termine del suo mandato presso la Corte costituzionale è tornato all’insegnamento presso l’Università Statale  di Milano e ad esercitare l’avvocatura.

Non è mai stato iscritto ad alcun partito, ma ha condotto battaglie civili e politiche, da cittadino e da avvocato. Per esempio la battaglia per il “no” nel referendum sul divorzio del 1974, e la difesa, come avvocato, di referendum di iniziativa radicale negli anni Ottanta. L’iniziativa politica in senso stretto alla quale è stato più vicino è la nascita dell’Ulivo nel 1994-95: referente milanese dei comitati per l’Ulivo, poi componente del gruppo di esperti per il programma formato da Prodi. Lasciata la Corte dopo i nove anni del mandato, ha preso parte alla campagna per il “no” nel referendum del 2006 sul progetto di riforma costituzionale (la c.d. devolution) e si è speso in tante iniziative nelle scuole, in incontri pubblici, in sedi culturali, sindacali, politiche, in difesa della Costituzione e per diffondere la cultura costituzionale.

Continua a vivere Milano dall’interno, conoscendone profondamente l’ambiente urbano, anche grazie alla scelta di non usufruire dell’auto di servizio (che pure gli compete e che ha lasciato a Roma) e continuare a utilizzare i mezzi pubblici. Altrettanto bene conosce le dinamiche sociali e i circuiti capaci di attivarsi e impegnarsi civilmente con generosità: personalmente si impegna come volontario allo “sportello giuridico” per i detenuti nel carcere di Bollate.

Incarichi e collaborazioni recenti

  • Presidente della Corte costituzionale dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005. Sul sito ufficiale (www.cortecostituzionale.it) si può leggere la sua relazione alla conferenza stampa annuale del 2005.
  • Presidente, dal 2009, dell’Associazione italiana dei costituzionalisti.
  • Membro del Consiglio di amministrazione di RCS Quotidiani (l’editore del Corriere) nel triennio 2007-2009.
  • Membro del Comitato di consultazione del Consorzio di banche “Pattichiari”, promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, dal 2009.
  • Editorialista del “Sole 24 Ore” su temi costituzionali.
  • Presidente della Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna.
  • Membro dell’associazione di cultura politica “Il Mulino” di Bologna.
Bibliografia

Ha pubblicato lavori su diversi argomenti di diritto costituzionale. Ma il libretto cui è più affezionato è quello pubblicato dal “Mulino” che si intitola “La Costituzione”, dove ha cercato di illustrare la storia, i fondamenti e i principi della carta costituzionale in modo accessibile anche ai non addetti ai lavori. Il volumetto è stato distribuito in omaggio alla inaugurazione di un magazzino Coop in Emilia-Romagna, e in seguito distribuito in omaggio con il quotidiano “Il Sole 24 Ore” in occasione del sessantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione.